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Guido Ruffini

 

 

 

Guido Ruffini, unico discendente dell'unica figlia di Enrico Misley il promotore dei moti risorgimentali di Modena del 1831, nacque a Cosenza il 24 agosto 1878.

Nel 1900 si laureò in ingegneria a Torino e qui iniziò la propria attività professionale prima presso le Officine Ansaldo, poi alla fabbrica di automobili Fides Braiser. Più tardi fu direttore della Società Ramifera Ligure di Casarza.

Nel 1911 approdò alla direzione delle Trafilerie Laminatoi Metalli di Villa Cogozzo, incarico che mantenne fino al 1930, divenendone in seguito direttore tecnico e nel 1943 presidente del consiglio di amministrazione. La competenza tecnica dell’ingegnere Ruffini permise all’azienda di dotarsi di modernissime attrezzature tra cui il laminatoio continuo e diventare una delle più importanti ditte del territorio bresciano.

Nel 1923 fu inoltre nominato presidente del consiglio di amministrazione dell’asilo infantile di Villa Cogozzo, che nello stesso anno venne eretto ad Ente Morale.

In Val Trompia il suo interesse di ricercatore fu poi indirizzato ai resti dell’acquedotto romano e i suoi studi in merito furono pubblicati nel 1923 nei Commentari dell’Ateneo Bresciano.

A Brescia Ruffini si distinse come rappresentante nel Consiglio provinciale per l’istruzione professionale, fu consigliere del Rotary Club, presidente della sezione dirigenti aziende industriali dell’Unione industriale e corrispondente e consigliere dell'Ateneo della città.

Morì a Riccione nel 1953.



 

 

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