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Le postazioni di guerra del Palosso

 

Sulla vetta più alta del nostro territorio, il Monte Palosso (1.158m), durante la prima guerra mondiale vennero realizzate delle piazzole d’artiglieria, un sistema di trincee a difesa delle stesse, una piccola casermetta e un deposito.

La zona faceva parte della terza linea di difesa italiana e i manufatti avevano lo scopo non solo di arginare un possibile sfondamento delle linee da parte dell’esercito imperiale, ma anche di difendere la città da possibili incursioni aeree nemiche.

Nonostante l’industria aeronautica fosse ancora agli albori, si registrarono infatti numerosi bombardamenti sulla città e sulle zone limitrofe che spinsero a realizzare varie postazioni di contraerea in tutta la valle (come nella colma di Domaro, a Gardone V.T. o nella loc. Navezze a Sarezzo).


Dalle scarse notizie storiche a nostra disposizione si riesce a supporre che le fortificazioni vennero realizzate fra l’agosto e il settembre del 1916 e furono munite inizialmente di mitragliatrici mentre solo in seguito sarebbero stati collocati i cannoni da 65 mm.
Anche la mulattiera che da Zignone sale alla vetta del Palosso è di chiara origine militare.


Una curiosità: nel novembre del 1917, alle truppe italiane del III Corpo d’armata, stanziate sul Palosso, vennero a far visita alcune truppe francesi, alleate dell’Italia, facenti parte del 1° Reggimento d’artiglieria di Montagna.

 

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