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la viabilitÓ in Valtrompia

Se fino all'età del ferro non si può parlare di vere e proprie strade ma solo di sentieri o tracce, dopo la conquista romana della Valtrompia, avvenuta nel 16 a.C., tra la valle e Brescia s'instaurarono intensi rapporti commerciali e nel giro di pochi anni videro la luce vie di comunicazione e acquedotti.

All'epoca la strada risaliva il versante orografico sinistro del Mella (ad Est), giungeva a Carcina e Pregno, poi proseguiva per Sarezzo transitando lungo un'antica strada ormai scomparsa tra le pendici del monte Palosso e il fiume.

Da Sarezzo proseguiva poi fino a Zanano dove passava sulla destra orografica del fiume e continuava poi fino all'alta valle pressapoco sullo stesso tracciato dell'attuale strada provinciale.

Una seconda via di comunicazione percorreva invece presumibilmente l'altro versante orografico (ad Ovest), da Noboli a San Vigilio, e deviava poi in direzione della Franciacorta.

I ponti più antichi si trovavano a Noboli e a Zanano. La Valtrompia era poi aperta ai collegamenti con le valli vicine: con la Valcamonica, non solo con il colle di San Zeno, probabilmente il valico anticamente più importante, ma anche nella zona dell'attuale passo Maniva (alcuni ritrovamenti nei pressi del lago di Ravenola confermano l'antichissima frequentazione del sito); con la Valle del Caffaro, sempre dalla zona del Maniva, che consentiva il commercio con Bagolino e il basso trentino; con la Valsabbia raggiungibile dal valico della Cocca, presso Lodrino, e dal passo del Santellone a Marmentino.

Dopo i secoli di decadenza medioevale l'interesse per le vie di comunicazione tornò a manifestarsi nell'epoca dei Comuni: le strade tornarono ad essere pienamente percorribili e vennero anche realizzati nuovi ponti, fra qui quello di Pregno.

Con la relativa autonomia e la pace che regnò nei secoli di dominazione veneziana si intensificarono i commerci dei minerali di ferro, anche attraverso valichi disagevoli quali il passo Pezzeda.

Fu poi dal 1808, in epoca Napoleonica, che le vie di collegamento rientrarono in un grande piano di lavori pubblici: la strada di fondovalle venne ampliata e giunse fino a Bovegno.

Nel 1882 il ponte di Pregno venne distrutto per la terza volta da un'inondazione (la prima volta accadde nel 1527, la seconda nel 1850): si decise quindi di costruire l'attuale ponte settentrionale a tre arcate, più solido e adatto al crescente traffico post-unitario.

Durante i lavori di realizzazione di tale manufatto tornò anche ad essere utilizzata la c.d. “Strada della Pendezza”, la vecchia via Valleriana che, come accennato, era la principale via di comunicazione in epoca romana (considerazione confermata anche dalla presenza di tracce dell'antico acquedotto).

Il resto è storia recente.

Nell'ultimo secolo le strade della valle hanno visto anche il transito della linea tranviaria (dal 1882 agli anni '50 del secolo scorso), mentre il vecchio ponte di Pregno dal 1970 è affiancato dal nuovo viadotto stradale.

 

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