L'Acquedotto romano

Ultima modifica 17 marzo 2021

L'Antico Acquedotto romano, la cui costruzione risale al quarto decennio del primo secolo dopo Cristo, portava acqua dalla bassa Valle Gobbia al colle Cidneo. Al tracciato principale, che dalla fonte detta dell"Acqua Salsa" in territorio di Lumezzane proseguiva verso la città mantenendosi sulla sinistra orografica del Mella, nel territorio di Villa Carcina va aggiunto anche un ramo "laterale", con partenza dalle sorgenti di Siviano fra gli abitati di Villa e Cogozzo, scoperto solamente nel corso degli anni '70 del secolo scorso.

L’opera ingegneristica era lunga circa km 25, misurava cm 60 in larghezza e circa cm 125 in altezza; la pendenza era mantenuta leggera e costante mediante archi e ponti oggi perduti. Era costruito in malta e laterizi su cui si stendeva uno strato di intonaco fine. L’acqua, scorreva con una portata stimata in circa 200 l/sec.. Iniziato con Augusto ed inaugurato da Tiberio, l'acquedotto rimase in uso per molti secoli. Oggi, grazie non solo ai resti visibili dell'opera, ma anche con i ritrovamenti seguiti agli scavi a fini edilizi, è possibile desumere il percorso e le tecniche di costruzione dell'intera opera. Tratti dell'acuqedotto sono oggi visibili nel territorio di Villa Carcina poco a nord di Pregno vicino al fiume Mella, in Via Verdi, in Via Maravagne, proprio sul confine con Concesio, e presso un pubblico esercizio in via Bernocchi.

 

Documentazione:

Visualizza l'articolo apparso sul Giornale di Brescia il 14-3-1973

Visualizza l'articolo apparso sul Bresciaoggi il 21-1-1981

Visualizza l'articolo apparso sul Giornale di Brescia il 9-3-2011

Visualizza la Sezione dell'acquedotto


Per approfondimenti:

Antichi acquedotti del territorio bresciano / Gianni Botturi, Remo Pareccini ; con contributi di Roberto Bugini, Luisa Folli, Giulia Piotti, Giuseppe Rossi ; coordinamento scientifico Filli Rossi. - Milano : ET, 1991. - 78 p.

disponibile presso la Biblioteca Comunale (cerca il volume in OPAC)

 

 

 Si ringrazia il Sig. Dario Raineri per la gentile concessione di parte del materiale qui pubblicato